RAGGI E APPENDINO, L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE POLITICA ONLINE

RAGGI E APPENDINO, L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE POLITICA ONLINE

Virginia Raggi e Chiara Appendino faranno parlare molto di sè anche negli anni a venire perché ciò che hanno fatto ha dell’incredibile: divenire Sindaci di Roma e Torino a 37 e 32 anni rispettivamente. Il più grande segreto del MoVimento 5 Stelle è quanto dichiarato dalle stesse elette: non abbiamo soldi ma abbiamo le persone.

E hanno sicuramente trovato le persone giuste perché la loro vittoria è un capolavoro di comunicazione politica ma chi tra le due Sindache è stata più brava? La romana da 70% che vince col botto o la torinese che ribalta in due settimane un risultato schiacciante? Le due “sindache” non possono essere messe sullo stesso piano perché le strategie utilizzate sono molto diverse fra loro.

A Roma si è vista in azione tutta la forza d’impatto della migliore comunicazione del MoVimento romano e nazionale mentre a Torino lo staff di Chiara Appendino ha avuto carta bianca, forti dei tanti anni di attivismo politico, mettendo a segno un vero e proprio capolavoro (ovviamente qui ci occupiamo solo della comunicazione politica).

La Torino sottovalutata quindi contro la Roma tanto attesa eppure entrambe esplosive nel risultato.


ROMA

Al primo appuntamento TV su Agorà la consigliera di Roma Virginia Raggi ha messo in evidenza il suo talento comunicativo, votata dalla rete di attivisti romani e subito affiancata al miglior comunicatore tra gli eletti 5 stelle Alessandro Di Battista ha soltanto affinato quello che inizialmente era un talento. La situazione di Roma e dei romani esasperati dalla politica hanno inciso molto sulle elezioni ma la capacità di utilizzare la rete, con un buon candidato, ha segnato l’incredibile successo dei 5 stelle.

La pagina Facebook della Raggi è gestita strepitosamente, non a caso cresce da settimane ad un ritmo di oltre 100.000 like a settimana! Il suo competitor Giachetti praticamente inesistente. Banner con messaggi semplici, inneggianti a giochi di parole sul nome della candidata e sul coraggio, un valore positivo (coRAGGIo).

Mentre i suoi candidati si spintonano in Tv per accusarsi reciprocamente lei parla senza intermediari ai suoi cittadini. Pochi dibattiti televisivi nel rush finale, centellinati all’indispensabile e rilanciati successivamente sui social. Equilibrio perfetto: la Tv spinge i media digitali e i media digitali spingono la Tv. Gentile ma decisa risponde punto su punto agli avversari e rilancia con professionalità sui media le sue argomentazioni. Twitter segue la linea di Facebook: post chiari che rilanciano al sito scarno, con gli approfondimenti utili e senza fronzoli.

Un grande aiuto indiretto è stata la più grande campagna diffamatoria messa in atto nei suoi confronti da giornali come l’Unità o il Tempo che maldestramente hanno collezionato una marea di boomerang. Le persone hanno percepito l’eccessiva e ingiustificata aggressività a “media unificati” e di tutta risposta hanno sempre riempito le piazze, dando quindi un grande eco ai suoi eventi sul territorio. La più grande forza di Virginia Raggi è stata la sua capacità di mantenere la calma, anche quando da 5 stelle avrebbe potuto concedere una vaffa.


TORINO

L’alternativa a Torino “è Chiara” ma nessuno se ne era mai accorto e nessuno ci avrebbe mai scommesso un centesimo. Seria, pragmatica e molto impegnata nelle sue battaglie Chiara Appendino si era fatta notare dalle cronache nazionali dalla famosa seconda “profezia di Fassino” che dopo aver sfidato Grillo ad entrare in politica ha poi sfidato la Appendino a prendere il suo posto. Le ilarità della rete non si sono fatte attendere dopo il risultato alle urne. Attivista della prima ora e determinata come pochi ha sorpreso i media per come ha affrontato la campagna elettorale a Torino.

Seguita da pochi attivisti ma molto capaci ha mantenuto quasi sempre un profilo basso, discreto, attenta al dialogo e distante dalle polemiche. A differenza di Virginia Raggi che ha mantenuto un immagine marcatamente 5 stelle Chiara Appendino si è creata uno stile tutto suo online persino nella scelta di colori nuovi all’ambiente stellato. Il motto anche per lei è stato vincente e d’effetto: “l’alternativa è Chiara”. Entrambe le candidate giocano coi loro nomi per evocare alternativa e coraggio, messaggi positivi in una campagna per le amministrative mai così negativa nei suoi messaggi alle persone. Non ci è dato sapere se questa scelta sia casuale o dettata dal genio di Casaleggio.

Punta tutto sul contatto con le periferie della città e sui social network la candidata torinese. La pagina Facebook rimanda banner poco 5 stelle nell’identità grafica ma molto personali, senza nascondere mai il logo M5S. Utilizzata molto la tecnica dei video in diretta per comunicare coi cittadini. Twitter non è gestito da uno staff, a differenza della Raggi, è utilizzato da lei e spesso commenta ciò che fa. Il sito web, ben realizzato, apre man mano i punti del suo programma, seguendo il crescendo della campagna elettorale e gli eventi sui territori.

La Tv praticamente non se ne interessa fino al ballotaggio, le sue comparsate sono pochissime ma perfette. Incisiva e precisissima risponde sempre nel merito, poche frasi fatte e molta sostanza. Sui social rimbalzano le imprecisioni e le incertezze del suo avversario che la aiutano ulteriormente. I media non l’hanno aggredita molto perché ritenuta innocua e quando sul finale c’è stata preoccupazione non si è potuta più fermare la sua ascesa. Gli strumenti digitali hanno coinvolto i giovani che a loro volta hanno convinto le famiglie a votare 5 stelle.

Il grosso del lavoro lo ha fatto un gruppo di attivisti che è la scocca dura del M5S ma il sindaco uscente ci ha messo parecchio del suo con profezie ed incongruenze sui finanziamenti alla sua campagna elettorale.


Tra il gran botto Raggi a Roma e il ribaltone Appendino a Torino è difficile scegliere, chi è stata la più brava?

 

Commenti

commenti