Per la prima volta in Italia è stato usato il deepfake in politica

Striscia la notizia ha fatto una burla delle sue, lo ha anche specificato ma non è bastato, e sono scoppiate le polemiche. Queste polemiche sono molto interessanti perché un preludio del mondo che verrà, quello dei video contraffatti dalla tecnologia del deepfake.

Cosa è successo? Dopo aver annunciato un fuorionda video su Renzi gli ideatori del programma satirico hanno precisato che “non è lui” ma a molti questo non è bastato. Parliamo di deepfake e Wikipedia corre in nostro aiuto con questa definizione:

deepfake

è una tecnica per la sintesi dell’immagine umana, basata sull’intelligenza artificiale. È usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali, tramite una tecnica di apprendimento automatico, conosciuta come rete antagonista generativa.
La parola “deepfake” è stata coniata nel 2017.
La tecnica del deepfake è stata anche usata per creare falsi video pornografici ritraenti celebrità, ma anche per il revenge porn. Il deepfake può anche essere usato per creare fake newsbufale e truffe.

I video vengono alterati, e sempre meglio, per creare dei falsi e questo avrà conseguenze incredibili nel nostro immediato futuro, specialmente se parliamo di politica e manipolazione delle informazioni.

Nello specifico Renzi inveisce contro Conte, Zingaretti e Mattarella e Striscia la notizia si vanta d’aver raggiunto tale livello di qualità di post-produzione. In effetti si vede che il video è falso ma la qualità resta buona.

Tutto finito? Certo che no e scoppia la polemica. “Ricci e la sua trasmissione sono come sempre all’avanguardia e ci hanno fatto conoscere per primi in italia il fenomeno della Deep fake news. Adesso però conosciuto il fatto, sarebbe opportuno, anzi è doveroso, che le autorità competenti mettano dei paletti per capire cosa si può fare e dove non si può andare oltre”. E’ quanto dichiara il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un’intervista al sito Affaritaliani.it”.

Certamente in Italia vince sempre la paura preventiva ad ogni nuova tecnologia e forse l’intervento a gamba tesa di un esponente di spicco della vigilanza Rai può essere considerato sproporzionato ma risulta difficile qui pensare ad un’applicazione in chiave “positiva” di questa tecnica. Forse è presto per temere il deepfake o forse è troppo tardi ma sicuramente i legislatori avranno molte gatte da pelare col veloce salto in avanti delle nuove tecnologie.

L’auspicio è che una legge possa veramente arginare una tecnologia eventualmente pericolosa ma questo risulta davvero difficile perché la natura stessa del web non permette chiusure. Il futuro è tutto improntato nella formazione continua di cittadini e politici perché avere un po’ di paura stimola mentre averne troppa distorce. Esattamente come il deepfake.

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