Inbound vs outbound marketing

Quando vedete una pubblicità in questo periodo festivo sui social network o sulla televisione significa che l’azienda che produce in maniera “classica” quella pubblicità vi sta dicendo: acquistate il nostro prodotto. La pubblicità diciamo classica è ciò che viene definito outbound marketing: dall’azienda verso l’esterno, il cliente finale.

Quando invece venite influenzati da una multicanalità di prodotti mediali e l’azienda perde centralità centellinando il messaggi al punto da inserirlo nella quotidianità del cliente allora si ha una campagna di inbound marketing: dall’esterno verso il cliente.

Questione di semantica? Niente affatto. L’inbound marketing è spesso rappresentato come una calamita mentre l’outbound marketing come il classico megafono divulgatore. Creare valore da un lato e comunicare valore dall’altro.

Non parlo di valore inteso come proprietà del bene venduto ma di percezione del potenziale cliente che sarà più disposto all’acquisto di un prodotto riconoscibile sì ma anche affettivo, emozionale ecc…

Non c’è una scelta giusta a prescindere ma c’è una scelta giusta per il tipo di prodotto che si va a vendere. Facciamo due esempi per capire meglio:

  • se vendo una birra devo creare valore per quella birra e quel valore può essere creato per il produttore, la storia della birra, la terra in cui è prodotta, un aneddoto particolare ecc… il cliente finale comprerà quella birra se è buona ma saprà che è buona dopo averla comprata o dopo che un suo conoscente gli ha parlato della birra. Un esempio di inbound marketing può essere la campagna creata dalla birra Baladin che punta ad attrarre clienti parlando loro di come una loro birra viene creata, con quali prodotti, con quale storia.
  • se vendo lenzuola non brandizzate è perché io come venditore ho credito e sono io stesso il valore per il cliente finale, l’affidabilità che cerca. Devo quindi far sapere a quanti più clienti possibile la mia offerta di varietà di lenzuola con una operazione di outbound marketing. Un esempio è lo store online di Cosedicasa.casa

Ovviamente arrivato ad un certo punto, quando la mia birra sarà considerata un brand indiscusso, potrò cambiare strategia e puntare sull’outbound marketing e altresì quando sentirò l’esigenza stagionale costruirò una massiccia campagna di inbound marketing sulla storia, la produzione, la qualità e la selezione delle mie lenzuola.

I social media si prestano bene alla comunicazione distratta ed empatica quindi all’inbound marketing, l’azienda/prodotto può avvicinarsi al cliente quando cerca svago, quando cerca di rilassarsi. Al contrario l’annuncistica come ad esempio ADS di Google si presta bene per divulgare il prodotto mentre lo si cerca online, su siti di settore o sul motore di ricerca.

Siamo al bivio tra comunicazione di massa o messaggio sapientemente distribuito ma non è del tutto così e non vi è una scelta giusta, personalmente credo nell’amabile via di mezzo e fusione dei due approcci tant’è che ai clienti presento sempre un piano marketing che comprenda entrambe le operazioni.

Mi viene in mente un bello slogan della banca Azzoaglio che recita: moderni per tradizione. E’ questo l’approccio migliore al marketing nei giorni nostri, un valore costruito sia sulla storicità del brand che sulla sua capacità innovativa.

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