Pacchetti di like social: un pacco vuoto, in tutti i sensi

Ho testato uno dei tanti servizi web regolarmente sponsorizzati su Google che offrono pacchetti di like alla vostra pagina Instagram, Facebook o altri social. Like al post, commenti e tanto altro, tutto con rigorosi account fake.

Queste attività sono basate su account finti quindi violano tutte le policy dei social network ed è facile quindi dedurre che anche laddove avessimo per esempio 5.000 follower in più questi non solo sarebbero inermi, non farebbero nessuna azione sulla nostra pagina o profilo, ma potrebbero anche sparire nel tempo perché i bot dei vari social cercano e neutralizzano questi account. Lo fanno perché la logica di fondo di un social è socializzare e tutto ciò che è “finto” non lo fa danneggiando la reputazione della piattaforma.

Queste attività come realizzano un progetto simile? Va detto che anche fossero accettati i profili fake dai social sarebbe comunque difficilissimo intraprendere un’attività simile perché costa molto in termini di tempo dedicato e rende molto poco in proporzione. Lasciate perdere quindi non solo perché è vietato dai social e perché potrebbe essere illegale ma perché lo sforzo non vale gli eventuali profitti.

Vanno creati gli account prima di iniziare e salvati in un database. Ogni tanto online vi sarà capitato di vedere dei tavoli con tanti cellulari connessi insieme ad eseguire le stesse azioni quindi se si dovesse mettere in piedi una struttura simile gli investimenti sarebbero enormi per l’acquisto di cellulari e di un software, non facile da trovare, per gestirli in contemporanea. Dare un nome ma soprattutto una foto all’account fake non è facile, dove prendere le immagini senza rubarle a qualcuno rischiando cause legali? Sarebbe davvero difficile. Ecco quindi spiegato perché queste “società” sono spesso all’estero: per eludere eventuali procedimenti nei loro confronti e per abbassare i costi di manodopera. In questo modo c’è qualcuno che ha trovato la formula per dare un “buon servizio” e guadagnare soldi? Non proprio.

Partendo da queste premesse ho deciso di testare uno di questi servizi, per capire nel pratico come agisce chi crea account fake e li rivende in questa forma. Clicco il primo annuncio sponsorizzato Google dopo aver digitato “comprare like social” e provo il servizio 10.000 follower Instagram per 20€ in super sconto! Ovviamente so bene che ruberanno i miei soldi senza darmi nulla ma voglio provarlo prima a me stesso e poi agli altri.

Dopo 10 giorni di calma piatta iniziano ad arrivare account russi e non solo e da 700 follower salgo in tre giorni a 1.000, lunga con 100 follower al giorno arrivare a 10.700 ma c’è da essere ottimisti, d’altronde non credevo sarebbero nemmeno mai partiti con questi account. Le premesse per essere smentito c’erano. Il quarto giorno mi ritrovo 800 follower ed inizia così per un mese il valzer dei follower tra 1.100 e 800, sempre queste cifre. Come vi dicevo prima i social stessi neutralizzano questi account quindi questi “servizi” ve lo dicono che ci potrebbe essere questo problema. Ci sta però è strano che ad esempio non si arrivi a 4.000 o 7.000 e poi si scenda ma sempre su un range di 300/400 follower. Malizioso controllo gli account e scopro che vanno e vengono sempre gli stessi quindi non è stato Instagram a toglierli ma lo stesso “fornitore”. Perché?

Perché come vi dicevo è difficile “produrre” account finti, richiede molto tempo quindi questa attività ha trovato un trucchetto per far percepire al cliente i follower senza realmente averli. Ne hanno creato qualcuno, non certo 10.000, e fanno su e giù. Banali se ci pensate. Non ho trovato partita iva e riferimenti giuridici dell’attività laddove esistesse veramente una attività…

Ogni attività di questo genere ha i suoi trucchi e certamente ce ne saranno nel mucchio di “serie” (se questo termine si può usare) ma sono pochissime. Il pacchetto di like è un pacco insomma.

E laddove il pacchetto di like arrivi a cosa mi serve realmente? Il povero artigiano deve far percepire di avere un grande seguito ai potenziali clienti e può avere un senso ma perché anche e soprattutto politici e VIP usano questi mezzi?

Perché un flusso di utenti che mette like alla pagina o reaction ai contenuti “droga” l’algoritmo e porta la nostra pagina ed i nostri contenuti anche all’attenzione di utenti reali. Un sito che monitora trend di politici, dei giornali e dei giornalisti su Facebook è www.politicasufacebook.it ed oltre a seguire i trend potete verificare l’incremento di like alla pagina di un personaggio o giornale in rapporto a quante persone ne parlano. Dove questi numeri non siano “omogenei” alla media degli altri dati forse avremo davanti un caso di acquisto di pacchetti di like. Per esempio se 10.000 persone parlano di politici che mediamente crescono di 300 like la settimana e ce n’è uno che cresce di 7.000 like con le stesse persone che ne parlano o questo politico ha avuto un exploit in TV o su un altro media o compra pacchetti di like. Con più fortuna di altri.

Evito di dilungarmi sul discorso etico a riguardo, è giusto o meno manipolare a tal punto la percezione per vendere un bene o addirittura governare un Paese? Personalmente ritengo di no e non utilizzo questi metodi ma non ho scelto questa via solamente per etica professionale, ritengo che il marketing non debba solo muovere grossi numeri ma avere uno specifico obiettivo e ci sono strategie più funzionali ed eticamente corrette per raggiungere gli obiettivi. I like fini a se stessi lasciamoli agli influencer ragazzini, certi che Google, prima o poi, non si presterà più alla sponsorizzazione di questi annunci.

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